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Diarchia
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Per mwawdiarchia (dal greco mwbadìn doppio, mwbqarché comando) si intende uno stato il cui sistema governativo prevede che la carica di capo di stato sia investita da due persone allo stesso tempo, che in vari casi esercitano un potere di base uguale tra di loro, sebbene uno dei due individui possa ottenere un potere maggiore a causa della sua personalità, influenza e/o risorse.
Contents
• Note
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Diarchia nella storia
Esempi di diarchia sono ritrovabili in tutto l'arco della storia, dall'mwgwAntico Egitto in poi, però non sempre con esiti positivi per le popolazioni soggette a questa forma di governo. I diarchi infatti, essendo in genere espressione di fazioni o famiglie potenti, cercano di prevalere l'uno sull'altro con la concreta possibilità di generare una mwhaguerra civile.
A mwhgSparta si ha un esempio di diarchia quando regnarono insieme mwhwAgiadi ed mwiaEuripontidi: il governo dei due mwiqre di Sparta si mantenne anche in epoca storica, anche se in maniera più simbolica che reale. Nell'antica Roma, la prima diarchia citata dagli storici si vede già nei primi anni dalle fondazione della città. La diarchia mwigRomolo - mwiwTito Tazio, instaurata dopo la guerra di mwjaRoma con i mwjqSabini che seguì il famoso mwjg"ratto", si protrasse per alcuni anni, fino a quando Tazio venne ucciso da una famiglia nemica e Romolo non intervenne né in sua difesa né per vendicare il collega. Con l'instaurazione della mwjwRepubblica romana, il potere venne affidato a due mwkaconsoli che si alternavano alla guida del governo e dell'esercito.
Pur teorizzando la parità di dignità e di diritti non sempre il potere diarchico veniva gestito alle condizioni previste. Famoso caso di prevalenza di un diarca sull'altro è quello di mwkgGiulio Cesare il cui "carisma" nel mwkw59 a.C. fu eccessivo per il collega mwlaMarco Calpurnio Bibulo che non riuscì a sostenere la lotta, ritirandosi in casa. Si parlò allora, ironicamente, del consolato di mwlqGiulio e mwlgCesare.
Formalmente, almeno fino alla riforma mwmatetrarchica di mwmqDiocleziano (sebbene già con mwmgSettimio Severo ciò andò declinando), l'mwmwimpero romano fu una diarchia tra mwnaPrincipe-mwnqimperatore (solitamente sostenuto da esercito, popolo e mwngguardia pretoriana) e mwnwSenato, espressione dell'aristocrazia e dei cittadini ricchi. A volte governarono in sostanziale equivalenza sebbene il potere militare fosse nelle mani del principe (es. mwoaAugusto, mwoqTraiano), altre volte l'imperatore fu diretta espressione del potere senatoriale (mwogNerva), altre volte gli imperatori più filo-popolari o autocratici entrarono in aperto conflitto coi senatori accentrando su di sé il potere, cosa che spesso ne determinò la fine (mwowCaligola, mwpaNerone, mwpqDomiziano, mwpgCommodo).
Il governo diarchico fu presente anche nel periodo imperiale con le figure di mwqaMarco Aurelio e mwqqLucio Vero. Era stato però mwqgAugusto (che aveva governato in mwqwun triumvirato per un certo periodo), il primo imperatore, che aveva proposto una diarchia che avrebbe dovuto succedergli: mwraGaio Cesare e mwrqLucio Cesare, suoi nipoti, ma dopo la loro prematura morte ripiegò sull'altro nipote mwrgAgrippa Postumo e sul figliastro mwrwTiberio; Agrippa venne poi diseredato ed esiliato, mentre Tiberio ascese al principato come unico imperatore. Tiberio riprese però l'idea nominando i nipoti mwsaTiberio Gemello e Gaio Cesare mwsqCaligola, ma fu quest'ultimo che prese il potere. mwsgClaudio aveva invece designato co-eredi il figlio mwswBritannico e il figliastro, e nipote, mwtaNerone, che, complice la madre mwtqAgrippina minore, si appropriò invece del potere, dopo l'avvelenamento di Claudio, prima cambiando il testamento, e poi avvelenando il già malato Britannico. Alcuni imperatori associarono i loro figli o fratelli al governo (Marco Aurelio associò mwtgCommodo, mwtwVespasiano e mwuaTito, Tito e mwuqDomiziano), mantenendo però una preminenza data la maggiore autorità. Marco Aurelio e Lucio Vero erano invece uguali, anche se il primo era considerato più potente dal senato. Diarchie successive, di breve durata, con governanti di pari livello, furono quelle di mwugCaracalla e mwuwGeta, fino all'assassinio di quest'ultimo, mwvaAlessandro Severo e sua madre mwvqGiulia Mamea, mwvgGordiano I e suo figlio mwvwGordiano II, e quella di mwwaPupieno e mwwqBalbino. Questo tipo di governo è da non confondere con la divisione dei poteri imperiali escogitata da mwwgDiocleziano (addirittura mwwwTetrarchia = quattro comandi) quando la gestione del troppo vasto mwxaImpero romano fu divisa fra mwxqImpero Romano d'Oriente e mwxgImpero Romano d'Occidente e ogni impero vedeva la presenza di un "Augusto" e un "Cesare". In questo caso la gestione del potere supremo all'interno di ciascuno dei due imperi non era condivisa, anche se gli Augusti erano più importanti dei Cesari, formalmente solo associati al governo e loro eredi. La mwxwtetrarchia di Diocleziano (originata dalla diarchia tra Diocleziano e mwyaMassimiano, quando il primo decise di associare il secondo al comando) collassò in breve tempo dando vita a nuove diarchie (es. mwyqCostantino e mwygLicinio), monarchie (mwywdinastia costantiniana e mwzaTeodosio I) e infine alla divisione definitiva dell'impero nel mwzq395.
Nel basso mwzwimpero bizantino si verificarono alcuni casi di associazione alla massima carica come mwaaCostantino VII Porfirogenito e mwaqRomano I Lecapeno anche se probabilmente si trattava di un modo di aggirare le leggi dinastiche senza provocare la morte dello spodestato. La diarchia tra mwagGiustiniano I e mwawTeodora fu un governo di fatto, tuttavia formalmente era il solo imperatore a regnare, e la moglie era solo mwbaaugusta consorte.
Altre diarchie istituzionalizzate sono i "Consoli" e i "Capitani del popolo" della medievale mwbgRepubblica di Genova e, anche ai giorni nostri, i mwbwCapitani Reggenti della mwcaSerenissima Repubblica di San Marino e, per motivi storici risalenti ad una concessione di mwcqCarlo Magno, i Coprincipi del mwcgPrincipato di Andorra, o in casi sporadici, come quelli di alcuni monarchi spagnoli o svedesi, o il regno congiunto in mwcwInghilterra di mwdaGuglielmo III e di sua moglie mwdqMaria II, monarca effettiva e non solo "mwdgregina consorte".
Formazione
In genere le diarchie si formano quando nessun tiranno riesce a prevalere su un altro e i due più forti contendenti si accordano per la sua gestione. Ad esempio si può osservare la diarchia mweqImperatore-mwegChiesa in quasi tutta la storia dell'mwewImpero di Bisanzio. Il potere di interdizione del mwfaPatriarca della chiesa bizantina nei confronti degli imperatori, in genere piuttosto deboli sul piano politico, fermò qualunque tentativo imperiale di trovare alleanze a aiuti in Occidente -contro gli mwfqArabi prima e contro i mwfgTurchi Selgiuchidi poi- in cambio della riunificazione della mwfwChiesa ortodossa con la mwgaChiesa cattolica. Riunificazione che sarebbe andata a scapito del mwgqPatriarcato di Costantinopoli.
Nel mwgwmedioevo europeo si può osservare un tentativo diarchizzante nella mwhaLotta per le investiture. Anche in questo caso per lungo tempo il potere è stato gestito da due centri: l'mwhqimperatore del Sacro Romano Impero e il mwhgPapato, fino alla definizione del principio mwhwmwiacuius regio eius religio che riuscì (per qualche tempo) a decidere quale dei diarchi dovesse prevalere e su quali basi teoretiche e politiche.
Diarchie recenti
Spesso le mwiwrepubbliche presidenziali con presenza di primo ministro, o mwjasemi-presidenziali, presentano una diarchia tra Presidente e Primo ministro: oltre ad esistere un parlamento e la divisione dei poteri, il potere esecutivo viene però diviso equamente tra le due figure, come accadde nella mwjqQuinta repubblica francese.
Diarchia di fatto nel Ventennio fascista
Il termine diarchia è stato usato anche a proposito del regime fascista instauratosi in Italia nella prima metà del XX secolo, con l'acquisizione da parte del dittatore Benito Mussolini di poteri più vasti rispetto a quelli concessi dalla sua carica e di alcune caratteristiche spettanti di diritto al Re in forza dello Statuto Albertino, che effettivamente equiparavano l'autorità di Mussolini a quella del re Vittorio Emanuele III di Savoia. Dal 1922 al 1943 coesistettero nel regime due guide, il re Vittorio Emanuele III, e il duce stesso, anche se la politica era, di fatto, diretta da quest'ultimo.cite-ref-2[2]
Anche nella mwkwrepubblica presidenziale semplice, il potere del presidente è bilanciato da quello del Congresso o Parlamento. Molte mwlamonarchie costituzionali, in cui il re detiene ancora un potere effettivo (a differenza delle monarchie parlamentari in cui è un'autorità puramente cerimoniale), sono di fatto diarchie, in cui il processo decisionale coinvolge il re e i suoi ministri, da una parte, e il mwlqParlamento dall'altra.
Attualmente esistono tre diarchie sancite costituzionalmente: mwlwAndorra, monarchia i cui mwmaregnanti sono il mwmqpresidente della Repubblica francese e il mwmgvescovo di Urgell in mwmwSpagna; mwnaSan Marino, repubblica guidata da due mwnqCapitani reggenti, una versione moderna degli antichi mwngconsoli; e mwnwNicaragua, repubblica guidata dai copresidenti mwoaDaniel Ortega e mwoqRosario Murillo.cite-ref-3[3]
Altri usi contemporanei del termine
Nell'mwrqAssociazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), nata nel mwrg1974 dalla fusione di due organizzazioni (l'mwrwAssociazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI), maschile, e l'mwsaAssociazione Guide Italiane (AGI), femminile, ogni ruolo, a qualsiasi livello, è affidato congiuntamente a due persone di sesso differente (vedi mwsqPatto Associativo).
Note
cite-note-11. ↑ mwuamwuqmwugVoce dinarchia su Treccani.it, su mwuwtreccani.it.
cite-note-22. ↑ «Mussolini ha chiamato "diarchia", governo in due, la strana situazione. La definizione è efficace ma, come tutte le sue definizioni, approssimativa (...) Veramente, il potere era tutto di Mussolini che, vedremo, doveva tutt'al più, ogni tanto, superare qualche resistenza o esitazione del re»: mwvwDomenico Bartoli, mwwaVittorio Emanuele III, Mondadori, Milano, 1946, p. 209.
cite-note-33. ↑ mwxaSky TG24, mwxqmwxgNicaragua, ok alla riforma: Ortega e la moglie ora sono copresidenti, su mwxwtg24.sky.it, 31 gennaio 2025. mwyaURL consultato il 3 febbraio 2025.
Voci correlate
• mwzaGoverno
• mwzgPotere esecutivo
• mw0aMonarchia
• mw0gTriumvirato
• mw1aTetrarchia
• mw1gRepubblica direttoriale
Altri progetti
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Collegamenti esterni